THRESHOLD
Ogni trasformazione inizia da una soglia.

Un grande cubo compare in un luogo che non
sembra appartenergli. O forse è il contrario.
Threshold è un progetto performativo itinerante basato su un grande cubo installato temporaneamente in luoghi sempre diversi.
All’interno, un corpo sta e attende, lasciando che le situazioni si creino spontaneamente.
Ogni installazione dà vita a una situazione diversa, aperta all’incontro con chi la osserva.
Il progetto
Threshold è un esperimento sul confine: tra interno ed esterno, protezione ed esposizione, osservare ed essere osservati.
Il cubo definisce un dentro e un fuori, ma può essere rifugio o prigione, a seconda di come viene vissuto. Le sue aperture diventano possibilità di relazione, di scelta e di contatto con ciò che sta fuori.
Al centro c’è il corpo, che può sentirsi alieno: non perché provenga da un altro mondo, ma perché, pur appartenendo a questo mondo, non vi si riconosce.
Il corpo sta nel cubo e abita una condizione, sospeso tra il desiderio di esserci e la paura di esserci.
La performance
Threshold è un’esperienza performativa che si costruisce nel momento.
Il cubo è la soglia attraverso cui il corpo entra in relazione con il luogo.
Dentro la soglia, il corpo può avvicinarsi o sottrarsi, ascoltare o chiudersi, cercare un contatto o rimanere in disparte.
Musica, percussioni, suoni, luci e ombre accompagnano questo viaggio. Con ciò che può sembrare estraneo può nascere un nuovo linguaggio, fatto di sensazioni e di scambio tra chi è dentro e chi è fuori.
Musicisti e improvvisatori possono unirsi al viaggio, mentre passanti e curiosi possono fermarsi, avvicinarsi, osservare e ascoltare. La loro presenza può influenzare ciò che accade.
Galleria
Dietro il progetto
Threshold nasce da una ricerca personale sul modo di stare nel mondo.
Da quella sensazione, difficile da definire, di sentirsi a volte dentro e a volte fuori dalle cose. Dal bisogno di proteggersi e, nello stesso tempo, dal desiderio di esporsi, di essere vista, di incontrare l’altro.
Ma anche dalla necessità di affermare una presenza: esserci, occupare uno spazio, senza dover chiedere il permesso di farlo.
Mi interessa quel momento in cui non sappiamo ancora se fare un passo verso qualcosa o tornare indietro. Quel margine sottile in cui paura e curiosità possono convivere.
Threshold nasce dal desiderio di dare una forma a questa condizione, senza spiegarla.
Una forma capace di creare una piccola frattura nella realtà quotidiana: qualcosa che appare dove non ce lo aspettiamo, che suscita una domanda, uno stupore, forse anche un disagio.
Il cubo diventa così un luogo in cui questa ricerca personale può incontrare quella degli altri. Chi lo incontra non deve necessariamente capire cosa sta guardando. Può semplicemente fermarsi, osservare, sentirsi incuriosito, interrogarsi.
È in questo spazio incerto, tra ciò che riconosciamo e ciò che ci è estraneo, che Threshold prende forma.
Non per dare risposte, ma per aprire una possibilità: quella di sentire qualcosa, porsi una domanda, o semplicemente guardare il mondo per un momento da una posizione diversa.

Informazioni
La performance si svolge in orario serale, a partire dal tramonto.
La durata può variare in relazione al luogo e allo svolgimento dell’esperienza.
Dimensioni e caratteristiche del cubo
Cubo in plexiglass 1 mt x 1 mt x 1 mt
La struttura non richiede particolari esigenze di installazione.